Magari. Ma davvero. Ce ne vorrebbero di buone notizie per tutti in tempi cupi come questi. Un film, è un fottutissimo film. 24/7. Senza pubblicità. O intervallo. Né primo tempo, né secondo. E ci sei dentro, inutile cercare di negarlo, di tirarsene fuori. Peggio ancora tentare di fare la parte dello spettatore. Ti ricaccia dentro con tutta la forza che ha, con una schicchera o con un disagio qualsiasi. Tanto ha gioco facile, tutto ormai può essere disagio. Anche andare a lavarsi i denti è problematico a volte, per dire l'ultima che è capitata. Tutto è stato rimesso in discussione. Persino le nostre care espessioni idiomatiche. "Ma và a vedé se stengo 'n piazza!" ...non ce stea a remané manco la piazza, n'atr'e poco.
La butto sul ridere, è l'unico modo per andare avanti. Ma non è un ironia autocommiserativa, rassegnata. Forte, sono più forte di quanto credessi. E questo mi da la forza di ridere serenamente in faccia alla Disgrazia. Non è cinismo, non è mancanza di comprensione. O compassione. Necessità, voglia di andare avanti, di superare l'ostacolo... qualunque esso sia, qualunque sia lo sforzo. Così potrei chiamarla, se me ne chiedessero il nome. Non è aridità, spietatezza. La lacrima scappa, sfugge al superiore controllo appena abbassi la guardia. Basta una città normale. Uno stadio qualsiasi. Un minuto di silenzio. Il tuo fischio che ne decreta l'inizio. E quei sessanta secondi sono sufficienti per far esplodere tutta la disperazione. Credevo fosse affogata nelle sue stesse lacrime ormai, e invece aveva solo bisogno di uscire. Ma non c'era stato il tempo per piangere, non era tempo di piangere. Non lo è.
Mi domando e dico: ma 'sto cavolo di film dobbiamo recitarlo come pare a lui o forse possiamo recitare come vogliamo noi? Mi rispondo: "La seconda che hai detto". Dobbiamo. Altrimenti tanto varrebbe rinunciare, fare la comparsa. Magari c'è ancora il posto da centurione con l'orologio. Oppure da albero sullo sfondo.
Qualcosa di buono c'è. C'è sempre, lo trovi. Se lo cerchi, se lo vuoi vedere. Nuove opportunità, piccoli segnali di rinascita. O di continuità. Vecchi e nuovi. Tante cose sono finite, tante cose sono iniziate. Molte sono solamente sospese, in attesa di tempi migliori, forse. Ma Alcune sono rimaste...
Ma non voglio parlare di questo. A buon intenditor, poche parole. ***
venerdì 15 maggio 2009
giovedì 19 marzo 2009
Inserire qui il titolo
1) Ho come l'impressione che sia appena passato Godot. M'è sembrato di averlo visto un istante fa, laggiù, lungo la strada. Strano, stavo proprio aspettando lui eppure non l'ho visto arrivare... ma sarà lui? Certo che è lui, chi altri potrebbe assomigliargli così? Non l'ho mai visto, ma sono certo che Godot lo riconoscerei a colpo sicuro fra mille, non si può sbagliare. Non potrà mai essere quello lì, ad esempio: ve lo figurate voi Godot con un naso così adunco e quell'andatura sbilenca? Né potrebbe essere quell'altro: troppo affascinante e vistoso per essere solo un suo lontano parente, figurarsi come potrebbe mai essere Godot in persona. Per questo so che Godot è quell'ombra che ho intravisto passare, sono sicuro.
Perché so che uno passa una vita intera ad aspettare Godot, e so anche che nel momento in cui Godot finalmente passerà proprio dove lo si sta aspettando si è destinati a non accorgersene: "No, non può essere lui... ha fatto troppo presto ad arrivare, lo aspettavo per la settimana prossima. O forse lo aspettavo per l'altroieri?". Ed è nel mentre di questi tuoi pensieri che Godot ti passa davanti e tu non ti rendi conto dell'accaduto.
2) Sobbalzo. Come se una presenza invisibile mi svegliasse dal coma dei miei pensieri in cui ero precipitato. Diamine, eccolo.. è proprio lui ed è appena passato. Cavolo, come ho fatto a non vederlo? Se mi muovo forse faccio ancora in tempo a raggiungerlo. E se invece non fosse lui, e mentre mi allontano per correr dietro a quel tipo così anonimo Godot passasse proprio dov'ero poco fa? No, non è possibile. Godot è lui, senza dubbio, ne sono certo. Meglio se comincio a correre.
3) -"Godot!"
-"..."
-"Ehi tu, fermati!"
Si gira
-"Sì, dico proprio a te! Sei Godot, giusto?"
-"...?"
-"Inutile che fai finta di niente, lo so chi sei. Ti stavo aspettando."
-"...Ah, ma sei tu! Non ti avevo riconosciuto, scusami."
-"Come? Non credo di aver ben capito..."
-"Sì, ero sovrappensiero e proprio non ti ho visto prima. Sai, sono uscito a fare due passi e speravo di incontrare giusto te."
-"Davvero?!? Io ti stavo aspettando da non so più quanto tempo e tu mi speravi di incontrarmi? Non è possibile."
-"Invece è così. Non è strano che mi stessi aspettando, di solito tutti sono in attesa che io arrivi."
-"...sono contento di averti finalmente incontrato. Ho tante cose da chiederti."
-"Ed io sono qui apposta per rispondere alle tue domande. Ti prego, comincia pure... ho tutto il tempo che vuoi."
Squillo di telefono
-"Scusami un attimo Godot, faccio subito.
Pronto? Ah, sei tu, senti devo dirti una cosa incredibile... pausa ... come? Ma davvero? No, non mi dire!! Questa non me la posso perdere!! Arrivo subito, tra cinque minuti sono lì.
Scusami ancora, ma devo proprio scappare... ti ritrovo qui più tardi? Spero non ti costi molto aspettarmi, farò presto."
-"???"
-"Allora aspettami! A dopo!"
-"..."
Perché so che uno passa una vita intera ad aspettare Godot, e so anche che nel momento in cui Godot finalmente passerà proprio dove lo si sta aspettando si è destinati a non accorgersene: "No, non può essere lui... ha fatto troppo presto ad arrivare, lo aspettavo per la settimana prossima. O forse lo aspettavo per l'altroieri?". Ed è nel mentre di questi tuoi pensieri che Godot ti passa davanti e tu non ti rendi conto dell'accaduto.
2) Sobbalzo. Come se una presenza invisibile mi svegliasse dal coma dei miei pensieri in cui ero precipitato. Diamine, eccolo.. è proprio lui ed è appena passato. Cavolo, come ho fatto a non vederlo? Se mi muovo forse faccio ancora in tempo a raggiungerlo. E se invece non fosse lui, e mentre mi allontano per correr dietro a quel tipo così anonimo Godot passasse proprio dov'ero poco fa? No, non è possibile. Godot è lui, senza dubbio, ne sono certo. Meglio se comincio a correre.
3) -"Godot!"
-"..."
-"Ehi tu, fermati!"
Si gira
-"Sì, dico proprio a te! Sei Godot, giusto?"
-"...?"
-"Inutile che fai finta di niente, lo so chi sei. Ti stavo aspettando."
-"...Ah, ma sei tu! Non ti avevo riconosciuto, scusami."
-"Come? Non credo di aver ben capito..."
-"Sì, ero sovrappensiero e proprio non ti ho visto prima. Sai, sono uscito a fare due passi e speravo di incontrare giusto te."
-"Davvero?!? Io ti stavo aspettando da non so più quanto tempo e tu mi speravi di incontrarmi? Non è possibile."
-"Invece è così. Non è strano che mi stessi aspettando, di solito tutti sono in attesa che io arrivi."
-"...sono contento di averti finalmente incontrato. Ho tante cose da chiederti."
-"Ed io sono qui apposta per rispondere alle tue domande. Ti prego, comincia pure... ho tutto il tempo che vuoi."
Squillo di telefono
-"Scusami un attimo Godot, faccio subito.
Pronto? Ah, sei tu, senti devo dirti una cosa incredibile... pausa ... come? Ma davvero? No, non mi dire!! Questa non me la posso perdere!! Arrivo subito, tra cinque minuti sono lì.
Scusami ancora, ma devo proprio scappare... ti ritrovo qui più tardi? Spero non ti costi molto aspettarmi, farò presto."
-"???"
-"Allora aspettami! A dopo!"
-"..."
venerdì 27 febbraio 2009
Il ritorno de "L'impiccione viaggiatore"
Eccomi qua di ritorno da Bologna... pronto a scrivere l'intervento che re-inaugura la rubrica viaggereccia del blog!
Numerose ed interessanti scoperte sono state fatte dall'impavido sottoscritto mentre si aggirava per i portici bolognesi, oltre a singolari spaccati di vita quotidiana. Ho deciso di riassumere tutta l'esperienza in una breve top 3, dove ovviamente non c'è la minima intenzione di fare una classifica! Ecco a voi, cari adepti:
#1. Dialogo tra il sottoscritto (H) ed il tipico tabaccaio bolognese (TTB)
#2. Where the streets have no name

Avete presente la succitata canzone degli U2? Beh, ho scoperto dov'è che le strade non hanno nome! Ovviamente, il posto in questione è questo:
Oltretutto, non ci si può manco parcheggiare dove le strade non hanno nome... chissà perché?
#3. Democrazia & cittadinanza
Ieri mi è fortunatamente capitato di assistere al manifestarsi di un aspetto di quello spirito
proprio dei "tempi andati": l'assemblea cittadina, libera e spontanea. Mettete un gruppo di persone a discutere dei problemi dell'Italia, del mondo, del quartiere, di quello che vi pare, in una piazza e otterrete un risultato sorprendente! E' ancora possibile il libero scambio di opinioni ed il dibattito all'insegna del rispetto reciproco e dell'ascolto... stentavo a credere che si potesse palesare un evento del genere, seppur in una forma grezza e artigianale. Ma vi invito a farvi da soli un'idea sull'argomento: I Cittadini
Numerose ed interessanti scoperte sono state fatte dall'impavido sottoscritto mentre si aggirava per i portici bolognesi, oltre a singolari spaccati di vita quotidiana. Ho deciso di riassumere tutta l'esperienza in una breve top 3, dove ovviamente non c'è la minima intenzione di fare una classifica! Ecco a voi, cari adepti:
#1. Dialogo tra il sottoscritto (H) ed il tipico tabaccaio bolognese (TTB)
H: Buongiorno...Premetto che una situazione simile mi era capitata già anni fa durante una mia precedente visita da quelle parti, e credevo che il soggetto di allora fosse uno strano... ora so per certo che i tabaccai bolognesi sono così di default!
TTB: Buongiorno a lei!
H: Prendo questo, questo & quest'altro.
TTB: Ecco a lei, sono xxx euro.
H: (Consegno la moneta). Grazie e arrivederci!
TTB: Grazie a lei!
H: Prego!
TTB: Prego a lei!
H: Buona giornata!
TTB: Buona giornata anche a lei!
H: (Esco, sempre più incredulo, per porre fine all'imbarazzante scenetta...)
#2. Where the streets have no name
Avete presente la succitata canzone degli U2? Beh, ho scoperto dov'è che le strade non hanno nome! Ovviamente, il posto in questione è questo:
Oltretutto, non ci si può manco parcheggiare dove le strade non hanno nome... chissà perché?
#3. Democrazia & cittadinanza
Ieri mi è fortunatamente capitato di assistere al manifestarsi di un aspetto di quello spirito
proprio dei "tempi andati": l'assemblea cittadina, libera e spontanea. Mettete un gruppo di persone a discutere dei problemi dell'Italia, del mondo, del quartiere, di quello che vi pare, in una piazza e otterrete un risultato sorprendente! E' ancora possibile il libero scambio di opinioni ed il dibattito all'insegna del rispetto reciproco e dell'ascolto... stentavo a credere che si potesse palesare un evento del genere, seppur in una forma grezza e artigianale. Ma vi invito a farvi da soli un'idea sull'argomento: I Cittadini
Quattro giorni davvero particolari per farla breve, in una città che si è rivelata ancora una volta ospitale ed accogliente.


domenica 15 febbraio 2009
La rugbrica del 6 Nazioni - #2
La seconda giornata del 6 Nazioni ci ha confermato in pieno che il dio del Rugby approva solo una cosa: che si giochi a Rugby. Punto e basta. Niente di più né di meno. Francia-Scozia è stato un ottimo esempio di quello che la divinità non gradisce, e difatti si è rivelata una partita noiosa e a tratti senza anima. Galles-Inghilterra è stata una Partita di Rugby, un match da manuale. I berserker gallesi hanno macinato gioco per gran parte degli 80 minuti, ma la tenacia inglese ha pagato ed ha fatto sì che la partita vivesse fino in fondo. Italia-Irlanda ha dimostrato invece cosa significa abbandonare lo scontro prima che sia finito: un crollo psicologico degli azzurri nel 2° tempo ha dato spazio al dilagare della piena irlandese, trattenuta più che degnamente dagli argini italiani nel corso del 1°.
Il dio del Rugby vuole soltanto una cosa: onorare il gioco e gli avversari per 80 minuti, sacrificandosi per i compagni. Se ne avrete occasione, riguardatevi i tre match in questione tenendo presente questo aspetto "filosofico" e ditemi se davvero non funziona così...
Il dio del Rugby vuole soltanto una cosa: onorare il gioco e gli avversari per 80 minuti, sacrificandosi per i compagni. Se ne avrete occasione, riguardatevi i tre match in questione tenendo presente questo aspetto "filosofico" e ditemi se davvero non funziona così...
domenica 8 febbraio 2009
La rugbrica del 6 Nazioni
Da questa settimana l'appuntamento con "Palle ovali" è sostituito dalla versione europea della rubrica, o meglio, rugbrica...
- Sabato
Le partite di oggi sono state Inghilterra-Italia 36-11 e Irlanda-Francia 30-21.
Due partite completamente differenti sul piano del gioco, ma procediamo con ordine.
* A Twickenham la partita è stata giocata da tre entità ben distinte: Inghilterra, Italia e Mauro Bergamasco. Non è assolutamente mia intenzione fargliene una colpa, anzi, ci ha messo tutto l'impegno possibile, ma oggi Mallett ha avuto la prova provata (mi chiedo perché ne avesse un così disperato bisogno) che Bergamasco è un'ottima terza linea ma un pessimo mediano di mischia. Lento, presente in maniera errata e impreciso nei passaggi lunghi: pur giocando di rimessa, l'Inghilterra ha avuto vita facile ad avere ragione di un'Italia fratturata, con la mischia e i trequarti che non riuscivano ad esprimere un gioco comune. Il secondo tempo, con l'abiura di Mallett e il conseuente ingresso a mediano di Toniolatti poteva dare una spinta agli azzurri, ma la frittata era decisamente fatta. I promossi dei nostri sono, come sempre, Parisse e Masi: unici in campo a giocare a Rugby (con la maiuscola) per tutti gli 80 minuti... che volere di più?
* Al Croke Park l'Irlanda e la Francia si sono scontrate a viso aperto per tutta la partita, molto emozionante e bella anche dal punto di vista del gioco espresso, ma il fattore decisivo per i padroni di casa è stato il 51 volte capitano O' Driscoll: dato in fase calante da molti commentatori sportivi in patria, il centro irlandese ha dimostrato che anche alla 90° partita con la maglia della propria nazionale si può giocare con entusiasmo e passione, producendo risultati più che ottimi, direi decisivi.
- Domenica
Al Murrayfield Scozia-Galles termina col risultato di 13-26 per i gallesi, ma il sottoscritto oggi è stato a scorrazzare per campi da rugby a Teramo: Teramo-Ascoli 17-18, e ho detto tutto su che tipo di partita può essere stata...!
Alla settimana prossima, forse...
- Sabato
Le partite di oggi sono state Inghilterra-Italia 36-11 e Irlanda-Francia 30-21.
Due partite completamente differenti sul piano del gioco, ma procediamo con ordine.
* A Twickenham la partita è stata giocata da tre entità ben distinte: Inghilterra, Italia e Mauro Bergamasco. Non è assolutamente mia intenzione fargliene una colpa, anzi, ci ha messo tutto l'impegno possibile, ma oggi Mallett ha avuto la prova provata (mi chiedo perché ne avesse un così disperato bisogno) che Bergamasco è un'ottima terza linea ma un pessimo mediano di mischia. Lento, presente in maniera errata e impreciso nei passaggi lunghi: pur giocando di rimessa, l'Inghilterra ha avuto vita facile ad avere ragione di un'Italia fratturata, con la mischia e i trequarti che non riuscivano ad esprimere un gioco comune. Il secondo tempo, con l'abiura di Mallett e il conseuente ingresso a mediano di Toniolatti poteva dare una spinta agli azzurri, ma la frittata era decisamente fatta. I promossi dei nostri sono, come sempre, Parisse e Masi: unici in campo a giocare a Rugby (con la maiuscola) per tutti gli 80 minuti... che volere di più?
* Al Croke Park l'Irlanda e la Francia si sono scontrate a viso aperto per tutta la partita, molto emozionante e bella anche dal punto di vista del gioco espresso, ma il fattore decisivo per i padroni di casa è stato il 51 volte capitano O' Driscoll: dato in fase calante da molti commentatori sportivi in patria, il centro irlandese ha dimostrato che anche alla 90° partita con la maglia della propria nazionale si può giocare con entusiasmo e passione, producendo risultati più che ottimi, direi decisivi.
- Domenica
Al Murrayfield Scozia-Galles termina col risultato di 13-26 per i gallesi, ma il sottoscritto oggi è stato a scorrazzare per campi da rugby a Teramo: Teramo-Ascoli 17-18, e ho detto tutto su che tipo di partita può essere stata...!
Alla settimana prossima, forse...
Iscriviti a:
Post (Atom)







